TATIYAK - racconti di viaggio

Traversata Stromboli Tropea
3 luglio 2009

 

Traversiamo!
Finalmente, dopo giorni di attesa e trepidazione, troviamo una barca appoggio e traversiamo anche noi!
La Sevenstar, una splendida barca a vela, ci scorterà nella traversata!
In realtà, la “Fuego”, la traversata più calda e piccante dell’anno, era stata pensata per le canoe polinesiane del Gruppo Tulku di Roma, capitanato dall’inossidabile “Gianni Montagner, in arte “Il Capitano”.
Le vedremo solo per qualche istante, le canoe polinesiane in traversata, giusto il tempo di salutare gli amici alla pagaia, poi scompariranno all’orizzonte, loro che mantengono un’andatura per noi proibitiva... del resto, sono in 6 sulla stessa barca!
Le polinesiane sono state riprese durante la traversata da Francesco Mazzeo che ha realizzato questo video: aguzzando la vista si possono scorgere a 1' e 47" tre puntini sulla sinistra... i nostri kayak.
Per gentile intercessione di Giuseppe Barone, un grande appassionato di kayak, di vela e di avventura, prendiamo anche noi parte alla traversata Stromboli-Tropea, dopo aver sognato a lungo di partecipare...
La sera prima prepariamo i panini, affacciati sul tramonto che tinge il mare di rosso... L'isola di Stromboli compare all’orizzonte, quasi volesse richiamare la nostra attenzione... l’indomani saremo là!
La notte seguiamo in barca a vela la rotta che durante il giorno hanno seguito i nostri tre kayak per raggiungere l’isola... il cielo stellato rende piacevole la traversata a motore, il motore della barca a vela un po’ meno!
La mattina siamo un po’ intontiti, ma vogliosi di metterci in acqua e appena possibile impugniamo la pagaia, saliamo in kayak e cominciamo a realizzare un sogno!

Credo sia lo stesso per tutti coloro che si cimentano in lunghe traversate: il piacere più grande è l’immensità che ti circonda!
Poi c’è anche il respiro del mare, il vociare dei gabbiani, il tocco lieve del vento, il silenzio del tempo che scorre lento... ma sopra ogni altra cosa, il sentimento dell’infinito.
La sensazione piacevole di essere soli in mezzo al mare, di essere lontani dalla terra, di essere in balia degli eventi... e di godere del contatto con il kayak, della presa della pagaia in acqua, del supporto di un guscio di noce capace di navigare nel grande mare.
E’ un sentimento che cresce ogni momento... e mentre trascorrono le ore in apparente monotonia, sogni già la traversata successiva!
Non ti pesa la lunga distanza, la fatica prolungata, la quasi totale immobilità; non ti lamenti per il caldo, per il tempo, per il doloretto che avanza inesorabile; non ti curi della lontananza, dell’isolamento, della solitudine... tutto concorre a rendere magico ogni momento.
Ed aumenta il tuo senso di vicinanza con il mare, la sensazione di far parte di un qualcosa di grande, di insondabile, di magico... il mare ti parla, tu lo ascolti e lo capisci: siamo parte della stessa vita, della terra, dell’acqua.

La traversata si conclude dopo oltre 10 ore di navigazione: sosta di 10-20 minuti ogni 5 miglia, oltre una pausa prolungata per il pranza.
E a pranzo accade una cosa straordinaria: Giuseppe ci prepara la pasta!!!
E noi pranziamo in kayak! Non mi era mai capitato prima, ma pranziamo in kayak con tanto di piatto e posate!
Il piatto di pastasciutta poggiato sul paraspruzzi, come fosse la tovaglia di un banchetto regale, noi che si sentiamo i principi del mare!
Un’emozione grande, un regalo speciale, un momento indimenticabile.
Come quello dell’arrivo, accolti da uno sciame festoso di kayak in acqua e di persone a riva, tutti contenti di avere partecipato alla traversata...
L’accoglienza all’arrivo è stata davvero speciale: fiori, foto, applausi e tantissima allegria; continua abbracci e molte parole di confronto con gli amici polinesiani che ci hanno preceduto... ed l’incipiente mal di terra che si fa largo tra le tante sensazioni del momento, sarà l’emozione, sarà lo stordimento, sarà la stanchezza, ma tutto passa al tocco memorabile di una mano esperta e anche quel senso di fastidio per essere dovuti sbarcare cede il posto ad un sentimento di comunione e fratellanza.
Il resoconto di Giuseppe ha coronato un’avventura davvero speciale!

Per Tatiana, Mauro e Mimmo quello che fino al giorno primo sembrava ancora un sogno, la sera del 3 luglio diveniva realtà.
Partire da Stromboli in Kayak per giungere in Calabria a Capo Vaticano al villaggio Formicoli, struttura situata a ridosso della bianca spiaggia e immersa nella incontaminata vegetazione, il cui nome trae origine dalla baia in cui è ubicata.
Alle 23,30 i tre protagonisti si imbarcavano su un “Ladi F” Janneau Oceanis 43 della Sevenstar Charter, società che opera nel noleggio di imbarcazioni a vela da diversi anni, con base nella graziosa marina di Tropea.
Giuseppe Mavilla, titolare della 7Star, mosso da una forte passione per il mare e sensibile verso le iniziative legate al mondo marino, ha offerto la propria completa disponibilità nel portare i tre protagonisti a Stromboli, dove già li attendevano i loro kayak, e nel fornire loro assistenza ed appoggio durante la traversata di rientro a Tropea.
Il trasferimento da Tropea veniva assistito dalle nitide costellazioni, composte da un tappeto di stelle, che illuminavano il mare, e di contorno la luna crescente rifletteva sull’acqua la propria luminosità, tingendosi di rosso, man mano che tramontava.
Tutto ciò rendeva ancor più piacevole e stimolante il trasferimento.
Alle 5 del giorno seguente, l’ancoraggio ai piedi dello Stromboli veniva assistito dalle prime luci dell’alba, che illuminavano sia l’imponente cratere, in attività continua, che il mare che lo circonda.
Dopo la breve notte appena trascorsa tra l’emozione della traversata e il riposo conciliato dal leggero rollio della barca, Tatiana Mauro e Mimmo alle ore 7,30 sbarcavano a terra per raggiungere i loro kayak.
Il tempo per definire gli ultimi preparativi, ed alle 8,30 lasciavano la suggestiva spiaggia nera di Stromboli con rotta a 105 gradi alla volta di Capo Vaticano, pronti a percorrere le 30 miglia che dividono l’isola siciliana dal Capo più suggestivo della Calabria.
Una leggera e breve pioggia rinfrescava i tre kayakers nelle prime due miglia del percorso, per trovare successivamente il sole che li accompagnerà per tutto il resto della traversata.
E’ emozionante osservarli, dalla barca di appoggio, con il loro ritmo costante su 3,5 nodi di andatura, favorito da un leggero maestrale che li accompagna verso la costa calabra.
Lo stile di pagaiata li distingue: lunga, lenta e accompagnata dal busto per Tatiana; corta e leggermente più veloce per Mauro; intermedia a pala più inclinata per Mimmo.
Il sole, nell’alzarsi sul cielo sereno, rende l’aria più calda e i nostri tre kayakers spesso vanno in appoggio per trovare un po’ di sollievo nel fresco e profondo mare.
Nel loro procedere le case di San Vincenzo diventano sempre più piccole e indefinite, mentre Stromboli saluta Tatiana Mauro e Mimmo con una imponente eruzione, seguita da una colonna di fumo che si erge e si sviluppa lungo la stessa nostra rotta.
La traversata procede tranquilla, il maestrale costante e una leggera onda, rendono le prime dieci miglia estremamente tranquille.
Nell’allontanarsi da Stromboli, la profondità scende vertiginosamente, rendendo il mare di un blu intenso, che attrae Mauro in un bagno fuori dal proprio Kayak, mentre Tatiana e Mimmo poggiano verso poppa la schiena per distendere il loro corpo.
Ore 13,30 percorse 15 miglia, mi fiondo sottocoperta per preparare, con la particolare passione che mi lega alla cucina, delle pennette con pomodoro olive capperi e tonno, associate ad uno zibibbo fresco che i tre kayakers gustano, rimanendo saldamente nei loro kayak.
Dopo questa doverosa e necessaria pausa, riprendono il loro regolare ritmo impostato sempre sui 3,2 nodi, quando quasi metà del percorso è già stato percorso. Ancora la costa della Calabria non è visibile, mentre Stromboli alle nostre spalle si rende più piccolo e meno definito, sovrastando l’orizzonte verso ovest, nonostante la distanza che ci divide da esso.
La pagaia si poggia morbida sull’acqua per non disturbare la quiete che ci circonda, mentre uno stormo di gabbiani ci raggiunge, volando intorno Tatiana, Mauro e Mimmo come se volessero incoraggiarli nella loro impresa.
Ore 17,30, 9 ore di navigazione, mancano ancora 6 miglia, si intravede ad est la punta di Capo Vaticano, e a 160° la costa della Sicilia, qualche nuvola leggera rende il sole un po’ velato, facendo abbassare di qualche grado la temperatura.
Nell’accostarci ai tre kayakers è sorprendente e piacevole incontrare il sorriso di Tatiana sempre presente, nonostante tutte le ore appena trascorse in mare pagaiando.
Il kayak porta a vivere a stretto contatto con l’ambiente marino.
L’andatura dei kayak rimane sempre costante, dopo aver percorso 24 miglia, nell’intravedere sempre più nitida e definita la costa in prossimità di Capo Vaticano, Tatiana intona un canto, segnale inequivocabile della carica ancora presente e stimolata ancor di più da quella vista.
Ormai la costa è talmente nitida e vicina che si intravede la bianca spiaggia antistante il villaggio Formicoli, ormai appena 3 miglia dividono Tatiana Mauro e Mimmo da quel traguardo tanto sognato.
La squadra del Kayakamp al gran completo, guidata da Emanuele, lascia la spiaggia procedendo all’incontro dei tre protagonisti; tra loro è presente Pippo con l’intento di lasciare il proprio Kayak al sottoscritto, per stare al fianco di Tatiana Mauro e Mimmo nell’ultimo miglio che ci divide dalla spiaggia di Formicoli. Tutto il corteo di Kayak segue festoso i nostri tre protagonisti che ormai intravedono il cancelletto d’arrivo, appositamente preparato per loro.
L’arrivo si tramuta in una vera e propria festa: è veramente emozionante vedere Tatiana Mauro e Mimmo che, dopo aver percorso 30 miglia in 11 ore, che trasmettono a tutti noi presenti un entusiasmo e una gioia che nasce dal loro animo semplice e sincero.
Il Kayakamp mi ha dato l’opportunità di addentrarmi in un mondo che fino ieri osservavo con particolare curiosità, animata dal recente acquisto di un Nordkapp, consentendomi di vivere l’ambiente marino attraverso il kayak in tutta sicurezza, con il rispetto del mare; ma soprattutto mi ha dato l’opportunità di conoscere persone uniche, che oltre ad essere accomunate dalla stessa passione, hanno mostrato, sin dal primo giorno, un affetto unico nell’accogliermi tra loro. La forza, la disponibilità e la pazienza di Tatiana, la capacità organizzativa, la simpatia e il garbo di Pippo, la pacatezza e saggia tranquillità di Mauro, la professionalità di Emanuele.
La realizzazione del Kayakamp è stata possibile soprattutto grazie all’opera di Aurora, direttrice del Camping Formicoli che, con la sua professionalità e cortesia, sensibile alla divulgazione degli sport marini ed in particolare del kayak, ha fortemente voluto questo evento, in collaborazione con l’associazione Sottocosta, rendendo la piena disponibilità della struttura da lei diretta.
Un doveroso e sentito ringraziamento è rivolto a Giuseppe Mavilla, titolare della Sevenstar Charter, che ha reso possibile, grazie alla sua collaborazione, l’impresa compiuta da Tatiana Mauro e Mimmo che li ha visti compiere la prima traversata Stromboli Tropea in Kayak.


Testo ed immagini di Tatiana Cappucci e Giuseppe Barone

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